domenica 15 giugno 2014

Panini semidolci, fate la riverenza


Qualche sera fa abbiamo invitato a cena Alessia, che ha sottolineato il fatto che Non so voi, ma io mi sto sciogliendo dal caldo.
Allora che le propongo per cena, stufato di cervo con patate al forno?
Capriolo in salmì con salsa al vin brulè?
Bombardino tipo al rifugio in pausa dalla sciata a cavallo di Capodanno?
Questo sarebbe il menu perfetto per un invito a cena col delitto. Sì, dei commensali.
E allora Davide suggerisce di cenare con pane e companatico: Faccio un salto dal panettiere?
E che bisogno c'è? Ho una ricetta per il pane più buono del mondo..!
E di chi è?
Di chi è?
Ma delle Nostre Signore della Panificazione: le Sorelle Simili!

Panini semidolci
Ingredienti:
- 1 kg di farina 00
- 400 gr. di acqua
- 3 bustine di lievito di birra disidratato
- 150 gr. di burro
- 50 gr. di strutto
- 15 gr. di sale
- 100 gr. di zucchero

Nella ciotola della planetaria inserire la farina, il lievito di birra e lo zucchero e azionare il gancio impastatore a bassa velocità. Aggiungere l'acqua poco alla volta ed impastare; unire il burro ammorbidito e lo strutto. Aggiungere in ultimo il sale e continuare ad impastare fino a quando il tutto non risulta liscio ed omogeneo.
Mettere a lievitare nel forno con la luce accesa per almeno due ore in un recipiente coperto con un canovaccio.
Dopo la lievitazione, formare i panini e lasciarli a lievitare su una teglia rivestita di carta forno per 30 minuti circa.
Eventualmente spennellare la superficie dei panini con un uovo e decorarla con semi di papavero o di sesamo.
Infornare in forno caldo a 210° per 10 minuti circa.

Com'è andata?
Ragazzi, quando parlate delle sorelle Simili, fate la riverenza.
Sono per me - e dovrebbero essere per tutti, poche storie - il punto di riferimento per la panificazione: le loro ricette, se seguite alla lettera, danno risultati straordinari.
Ci siamo fatti una cena memorabile, e mai aggettivo fu più azzeccato riguardo a questi panini: fragranti, leggeri, gustosissimi. Io li amo anche da soli, senza farcitura: voglio sentirne il sapore diciamo in purezza.
Davide ed Alessia se li sono mangiati con il prosciutto crudo e la rucola. Nota per me: la prossima volta aggiungerò un paio di pomodori affettati sottili e qualche cubetto di mozzarella.
E non si può sbagliare, estate o inverno che sia, se c'è in mezzo il pane delle Simili!
Per la cronaca, i panini rimasti sono stati da noi consumati la mattina successiva a colazione, con un velo di burro e marmellata...








domenica 8 giugno 2014

Affettato di lonza al latte, m'è tornata fame


Ci sono serate in cui avrei tantissima voglia di cucinare, anche quando sono stanca, anzi, proprio perché sono stanca ed ho voglia di fare qualcosa che mi dia soddisfazione.
Quando arrivano queste sere, mi prende una carica particolare, un'energia nuova mi attraversa le braccia, partendo dalla testa mi arriva alle mani...
E' il momento di mettersi all'opera, non ci sono dubbi!
Peccato che spesso questa cosa accada a mezza serata, quando non posso mica attaccarmi alla planetaria, altrimenti i miei vicini m'ammazzano.
E Davide è indeciso se divorziare subito o aspettare ed internarmi.
Quindi cascasse una pannocchia, domani faccio una ricetta lunga tutto il giorno.
Ebbene, m'è venuta in mente sta cosetta qui, che mi ha dato parecchia soddisfazione rispetto alle mie esigenze di cuciniera, e v'assicuro è una delizia.

Affettato di lonza al latte
Ingredienti:
- 600 gr. di lonza di maiale
- 2 cipolle
- 2 coste di sedano
- 2 carote
- grani di pepe nero q. b.
- 1 l. di latte intero
- 2 foglie di alloro
- sale grosso q. b.

In un tegame ampio e dai bordi alti adagiare la lonza, le cipolle pulite e tagliate a metà, le carote sbucciate e tagliate a pezzi, il sedano sciacquato e tagliato. Unire il pepe nero a seconda del gusto, il sale grosso e le foglie di alloro; versare il latte coprendo il pezzo di carne fino a metà ed infine coprirlo completamente con acqua fredda.
Coprire il tegame con un coperchio, metterlo sul fuoco e far cuocere lentamente fino a quando la carne non risulterà morbida e, puntandola, non emetterà più sangue.
Lasciare raffreddare la lonza nel liquido di cottura e metterla in frigorifero.
Sollevare la carne, tagliarla a fette spesse un millimetro circa e servirla come un salume.

Com'è andata?
Ma come abbiamo fatto a fare fino ad ora senza questo affettato? Noi ce lo siamo mangiati con asparagi olio e limone - gli ultimi della stagione, ahinoi - e poi, per sfizio, ci ho spezzettato sopra qualche foglia di menta fresca.
Ragazzi, con il caldo che è arrivato è ancora più gustosa, questa cena...
Io non so se vi è mai capitato di dover fare un panino, tipo prima di partire per una bella giornata al mare, o fare il pranzo al sacco ad un ragazzino per una biciclettata, o per il fidanzato che sta fuori tutto il giorno per il suo meeting con i suoi compari giocatori di fresbie.
Fate a tutti loro un bel panino - ma che dico panino, non siate avari: un gran panazzo - pieno di questo affettato, magari con uno stratino di maionese e qualche foglia di insalata. O come mi prefiggo di fare in una soluzione più chiccosa: pane brioche, velo di marmellata di peperoncino, il nostro amato affettato e foglie e foglie e foglie di rucola.
Che bontà assoluta.
Oh caspita, ma... mi è tornata fame anche solo a parlarne!


sabato 31 maggio 2014

Peperoni all'aglio, la felicità di stare al mondo


Questa è una ricetta che non è per deboli di cuore.
Se siete palati delicati, quindi, cambiate food blog, chè questa non è roba per signorine.
Potrei continuare con cose tipo: solo stomaci forti, qua solo gente di sostanza, ecc. ma non ne ho alcuna voglia.
Per quanto mi riguarda, non sono una femminella delicata e raffinata, a proposito di cibo.
E devo dire che questo mi permette di includere, mai di escludere sapori ed aromi nella mia cucina.
Mio nonno, che è di Potenza, cucina questi peperoni da una vita, quindi io da una vita me li pappo.
Da notare che una sera di qualche anno fa, in un ristorante di Barcellona, me lo spacciarono per una specialità spagnola chiamata escalivada.
Io, a casa mia, li chiamo peperoni all'aglio.
Bah.

Peperoni all'aglio
Ingredienti:
- 2 peperoni gialli
- 2 peperoni rossi
- 4 spicchi d'aglio
- olio extravergine d'oliva q. b.

Sciacquare i peperoni velocemente; metterli in una teglia foderata di carta forno a 180° fino a quando risulteranno morbidi. Spellarli del tutto, cercando di fare particolarmente attenzione ad eliminare la buccia bruciacchiata. Aprire i peperoni, privarli di tutti i semi e delle parti bianche.
Tagliare la polpa a striscioline di un centimetro circa e metterle in un contenitore.
Sbucciare e privare dell'anima gli spicchi d'aglio e tagliarli a pezzetti. Unirli ai peperoni e mescolare.
Unire l'olio extravergine d'oliva, regolare di sale e mescolare.
I peperoni sono molto più buoni se preparati uno o due giorni prima di essere consumati.

Come'è andata?
Due cose mi facevano contenta, da bambina: i film a cartoni animati e i peperoni del nonno.
Pensatemi quindi bambinetta cicciottina, con i codini tenuti su da fiocchi enormi, una bella faccia rotonda come una mela, con le guancine rosse e i dentini bianchi... davanti ad un piatto che sa di aglio da venti chilometri! E così rendermi veramente felice di stare al mondo.
Questi peperoni sono ottimi in qualsiasi occasione, ma mi permetto di dare un consiglio molto specifico: adesso che arriva la bella stagione, e tutti noi cerchiamo altro pretesto per fare una grigliata di carne, proponete questi peperoni come contorno, oltre le solite insalate... Sarà un sicuro successo!


lunedì 26 maggio 2014

Mezze maniche peperoncino e ricotta, due lire spese bene


Davide ed io amiamo moltissimo stare insieme ai nostri amici.
In particolare, io amo moltissimo cucinare per i nostri amici - loro, magari, non sempre di mangiare, però così è.
Ebbene, qualche sera fa è venuta a trovarci Paola, donna di teatro, quindi sempre in viaggio, e amica di lunghissimo corso. Eravamo ragazzi insieme, ci vogliamo tanto bene da tanti anni. Il problema, però, è che le scelte lavorative ci hanno portato a vivere in luoghi lontani e a trovarci un po' di rado, per cui, quando ci vediamo per cena, siamo tutti tanto contenti. E di conseguenza cerchiamo di organizzare pasti all'altezza dei nostri incontri.
Ecco, come dire... l'ultima volta c'è stato un problema...
Non avevo niente nè in frigorifero nè in dispensa!
Una tragedia assoluta!
Ommammamìa, e come si fa?
Eh bisogna che troviamo un rimedio, e in fretta!
Mmm... vediamo...
Metto mano alla mia scorta di ricotta e quel che succede, succede...

Mezze maniche peperoncino e ricotta
Ingredienti:
- 350 gr. di mezze maniche
- 200 gr. di ricotta di mucca
- 3 spicchi d'aglio
- olio extravergine d'oliva q. b.
- peperoncino q. b.
- parmigiano grattugiato q. b.

Sbucciare l'aglio e privarlo dell'anima; farlo soffriggere in qualche cucchiaio di olio extravergine d'oliva. Avere cura di inclinare la padella sulla fiamma, in modo da raccogliere l'olio nel punto inclinato, e farvi soffriggere l'aglio: sarà ben cotto e molto più digeribile. Appena l'aglio inizia a diventare scuro, raddrizzare la padella e spegnere la fiamma; aggiungere il peperoncino a seconda dei gusti dei commensali.
Nel frattempo, lessare le mezze maniche in abbondante acqua salata; prelevare una piccola quantità d'acqua di cottura della pasta e unirla alla ricotta per stemperarla.
Scolare la pasta e saltarla nella padella con l'aglio avendo cura di unire la ricotta.
Spolverare di parmigiano grattugiato e servire subito.



Com'è andata?
Eh, cari miei, non ci sono progetti di cena perfetta che tengano: è proprio quando ti sembra di non avere niente di buono, che riesci a tirar fuori il coniglio dal cilindro! Questa pasta è stata proprio sorprendente, non soltanto perché è chiaro che nessuno di noi tre le avrebbe dato due lire ed invece era da leccarsi i baffi, ma anche perché può essere venduta come una alternativa alla classica aglio olio e peperoncino, quindi come una roba ragionata, e non come una roba improvvisata!
A Paola non siamo riusciti a raccontarla, perchè era lì con me e Davide durante la tragedia del come-facciamo-non-abbiamo-un-accidente-da-mangiare.
Ma se fate tanto di tenere gli ospiti fuori dalla cucina...



lunedì 19 maggio 2014

Budino di ricotta alle amarene, la forza dell'abitudine


Non capisco perché tutti, io compresa, siamo cresciuti pensando che le abitudini siano da evitare, per essere felici.
Da che mi ricordo, la domenica è sempre stata: sveglia alle 9, a qualsiasi ora andassi a dormire la sera precedente - e in certe fasi della mia vita, alle 9 dormivo da quattro orette, caffè, mezz'oretta di chiacchiere con la mamma, e via a studiare.
Fino alle 12:30, ora di pranzo: ricco, buono, un pochino più lungo del solito.
E poi, quando la nonna ne aveva voglia, c'era un dolce.
Ma non un dolce qualsiasi, il dolce.
Che la domenica, a casa mia, poteva essere uno ed uno soltanto: il budino di ciocolata, come lo chiamava mia nonna - ho già detto che shon di Bolooogna.
E il budino di ciocolata era sempre quello, e era sempre buono.
Poi sono cresciuta, mi sono sposata, ho creato le mie abitudini - perché sono noiosa come pochi e io adoro le abitudini, mi hanno sempre dato forza e sicurezza.
Ma il budino continua a piacermi parecchio.
Non sarà di ciocolata, ma è molto molto buono.

Budino di ricotta all'amarena
Ingredienti (per 5 mono porzioni circa):
- 300 gr. di ricotta di mucca
- 100 gr. di zucchero
- 2 uova
- 1/2 limone
- 100 gr. di amarene sciroppate
- 1/3 di una tazzina da caffè di sciroppo delle amarene
- farina di cocco (rapè) q. b.

Aiutandosi con una forchetta, schiacciare la ricotta in un setaccio e radunarla in una ciotola; unire lo zucchero e i tuorli e mescolare con cura.
Aggiungere la scorza grattugiata del limone, lo sciroppo e le amarene intere e mescolare nuovamente.
Infine aggiungere gli albumi montati a neve mescolando dal basso verso l'alto in modo che il composto non si smonti.
Sporcare appena di burro gli stampini e mettere il composto avendo cura di non riempirli fino all'orlo, dato che in cottura i budini cresceranno.
Infornare il forno caldo a 180° fino a quando i budini non risulteranno leggermente bruni.
Far raffreddare completamente, spolverare con la farina di cocco e servire.
Qualora si voglia fare un budino unico, non diviso in mono porzioni, basterà raddoppiare le dosi indicate.

Com'è andata?
Che signor budino! E' piuttosto dolce - Davide ha chiesto che il suo fosse guarnito con un filo di sciroppo di amarene, tanto per esser sicuri dell'aroma, diciamo. Ma ha avuto ragione, perché è bellissimo il rosa carico dello sciroppo che si sparge per tutto il piatto.
E' un dolce da pranzo in cui non si può sbagliare: è semplice, veloce e ha una tenerezza particolare, antica.
O forse ce l'ha soltanto nella mia bocca, perché mi parla dei pranzi della domenica con la mia famiglia.
Le abitudini possono cambiare, ma non le abbandono.





giovedì 15 maggio 2014

Crema di fagioli con noci e prezzemolo, ci ho pensato domani


Dovevo consumare una mezza confezione di fagioli secchi, ma non avevo la benché minima intenzione di tenerli in dispensa fino a data da destinarsi.
Sì ma come?
Li ho messi a bagno prima di andare a dormire e poi valà che ci penso domani.
E all'indomani, quasi per magia, davanti ai miei fagioli ammollati, mi è venuto in mente di fare una crema... Magari, con quest'ultimo piatto invernale, spazziamo via questa nuvolaglia che non se ne vuole andare, e invece mi sembra proprio il caso di togliersela di mezzo.
Un piatto così fa entrare il sole anche nella giornata più uggiosa.

Crema di fagioli con noci e prezzemolo
Ingredienti:
- 250 gr. di fagioli bianchi e neri
- 3 patate medie
- 2 spicchi d'aglio
- 1,5 l. di brodo vegetale
- gherigli di noce q. b.
- prezzemolo in foglie q. b.

Privare gli spicchi d'aglio dell'anima e metterli in una pentola, possibilmente di coccio, con un filo d'olio extravergine d'oliva insieme ai fagioli ammollati nell'acqua dalla sera precedente. Unire le patate tagliate a cubetti piuttosto piccoli in modo che si cuociano bene.
Rosolare per qualche minuto e coprire con il brodo vegetale; mettere il coperchio e lasciar cuocere fino a quando i fagioli risultano morbidi.
Passare il tutto con il frullatore ad immersione, sbriciolare i gherigli di noce e spezzettare grossolanamente le foglie di prezzemolo.
Terminare con un filo d'olio extravergine d'oliva e servire.

Com'è andata?
Davide ed io ci siamo fatti un'ottima cena, con questa cremina: sostanziosa ma sana e ricca di ottimi principi nutrivi.
Io pensavo di fare qualcosa di buttato lì, giusto per finire quei fagioli, invece è stata davvero un esperimento più che ben riuscito! Il sapore pastoso dei fagioli mi piace sempre, e le noci ci stanno proprio benino, con quel croccantino che non guasta mai.
A noi la crema piace densa, fitta, che rimanga sul cucchiaio senza fare neanche una goccia... ma per farla più lenta, ovviamente, basta aumentare la dose di brodo vegetale, e sicuro vien sempre buona.
Alla fine ho fatto proprio bene, ad averci pensato domani...!




giovedì 8 maggio 2014

Riso bianco e nero alla crema di ricotta e zafferano, perle ai portici


A me la carne piace.
Ne son golosa.
Ne vado ghiotta.
E mi vergogno un po' ad ammetterlo, ma... la mia salute mentale è più stabile se ingerisco del prosciutto crudo.
E che devo dire, io son di Bologna! Noi abbiamo le torri, l'università, i portici!
E la mortadella, ragazzi.
Però non si vive di tortellini e lasagne... La carne è buona, sì, ma mangiarne troppa decisamente non va bene.
Già sento Davide - e la cavernicola dentro di me - non voglio mangiare soltanto verdura, che non son mica un coniglio..!
Ah, beata ingenuità dei carnivori! Si può tranquillamente mangiare bene anche senza carne!
Da un po' di tempo mi sono dedicata all'osservazione dei ricettari vegetariani, in cui ho scoperto delle vere e proprie perle di cucina.
Buon riso, ma soprattutto l'ottima ricotta del casaro di fiducia nel frigorifero, e vado lancia in resta.
Ne è scaturito questo tortino, poco poco bolognese, tanto tanto buono.

Riso bianco e nero alla crema di ricotta e zafferano
Ingredienti:
- 100 gr. di riso vialone nano
- 100 gr. di riso venere
- 100 gr. di ricotta di mucca
 - 1 bustina di zafferano
- 4 cucchiai di olio extravergine d'oliva circa
- basilico in foglie q. b.
- parmigiano reggiano q. b.
- sale e pepe q. b.

Spezzattare grossolanamente le foglie di basilico, metterle nell'olio extravergine d'oliva in un contenitore e sigillarlo. Tenere l'olio al basilico al riparo dalla luce e del calore fino al momento di utilizzarlo.
Lessare il riso vialone nano in abbondante acqua salata; una volta cotto, saltarlo in una padella con la metà dell'olio al basilico e tenerlo al caldo; fare la stessa operazione con il riso venere e tenerlo al caldo. Aggiustare di pepe.
Per preparare la crema di ricotta e zafferano, stemperare la ricotta in una ciotolina; mentre cuoce il riso bianco, prelevare una piccola quantità di acqua di cottura e inserirla nella ricotta. Continuare finchè la ricotta non avrà raggiunto una consistenza cremosa, ma non troppo liquida. Non aggiungere sale, dato che l'acqua di cottura del riso è già salata.
Aggiungere lo zafferano e mescolare.
Per la cialdina di parmigiano, far scaldare sul fuoco una padella antiaderente, versare il parmigiano grattugiato sul fondo e far cuocere; quando i bordi della cialdina risulteranno scuri, staccarla con delicatezza dalla padella.
Aiutandosi con un coppapasta per dare la forma di tortino al riso, formare prima uno strato con il vialone nano, schiacciarlo leggermente per compattarlo ed fare la stessa operazione con il riso venere. Sollevare il coppapasta con delicatezza, altrimenti la torretta si disferà (per maggior sicurezza, si può ungere l'interno del coppapasta in modo che possa scivolare più facilmente quando si sformerà il tortino).
Versare sul tortino un poco di crema alla ricotta e zafferano, aggiungere la cialdina di parmigiano e servire.

Com'è andata?
Che cosa sarebbe questo piatto? Un antipasto? Un primo? E chi se ne importa! E' semplicemente buonissimo!
Il riso è estremamente digeribile, e il contrasto bianco/nero è anche bello... La ricotta allo zafferano è il tocco di classe! Avvolgente, dolce ma decisa, può essere mescolata al tortino o anche consumata a parte, dato che ha un sapore unico.
Per questo piatto è fondamentale la materia prima...
E' semplice ma di grande effetto, sano ma economico, veloce ma adatto alle grandi occasioni...
Per una volta, la carne della cucina bolognese si può mettere da parte...!


Con questa ricetta partecipo al contest di cucina vegetariana e bio del blog Le ricette della nonna e Podere cunina




venerdì 2 maggio 2014

Baccalà impanato al forno, breve storia di un ok



Davide ed io abbiamo una sorta di faida in corso, ovviamente l'argomento è la cucina.
Ebbene, il suddetto non mangia il pesce. Cosa che mi rema un pochino contro, dato che io lo adoro, in tutte le cotture e pietanze.
Non che lui lo rifiuti in assoluto, anzi, è goloso di crostacei e qualche altra varietà. Diciamo che ha una valanga di... come definirle? osservazioni che mi propone quando io gli annuncio che per cena - e ho deciso: non provare a farmi cambiare idea, sai! - ci sarà il pesce.
E no che oggi è lunedì e il pesce non si compra il lunedì.
E no che stasera m'andava tanto il pollo.
E no che è tanto che non mangiamo un bel piatto di pasta.
E no che devo stare attento a tavola e mi mangio solo l'insalatona.
Eh ho capito però che strazio!
Ma io, che son furbetta, l'altra sera gli ho proposto il baccalà, che è una delle specie cui non sa rinunciare.
Cucinato in maniera irresistibile.

Baccalà impanato al forno
Ingredienti:
- 400 gr. di baccalà dissalato
- 1 uovo
- pane grattugiato q. b.
- olio extravergine d'oliva q. b.

Sciacquare velocemente il baccalà sotto acqua corrente e asciugarlo bene.
Appoggiandosi su un ripiano, con il filetto di baccalà orizzontale, staccare la pelle dalla polpa del pesce e ricavare delle porzioni da 50 gr. circa ciascuna.
Asciugare bene il pesce e immergere ciascun pezzo nell'uovo precedentemente sbattuto.
Coprire ogni porzione con il pane grattugiato e fare in modo che aderisca a tutta la superficie del filetto.
Appoggiare il pesce su un foglio di carta forno e irrorare il tutto con olio extravergine d'oliva passato a filo.
Infornare a forno ventilato a 180° fino a quando la superficie non risulta dorata e croccante.

Com'è andata?
Avevo gioco facile, per onestà: come si fa a non apprezzare il baccalà impanato? La cottura al forno, poi, è un buon compromesso, perchè la panatura si fa croccante e la polpa non si secca, ma almeno il pesce non è fritto.
E poi non ci sono i cattivi odori che si spargono per casa quando si decide di friggere!
Ho servito il baccalà con gli asparagi bolliti e conditi con un filo d'olio extravergine d'oliva, poco sale e una spruzzata di limone, una vera delizia primaverile.
Mi è servito per farmi un bel credito...
Quindi d'ora in poi, alla mia ferma (!) decisione di fare il pesce, Davide mi dirà senza dubbio Ok!



lunedì 28 aprile 2014

Bocconcini di pollo allo yogurt e menta, l'importanza di essere onesti


Il talento è una dote, su questo non ci sono dubbi.
Ma lo sanno tutti, si diventa bravi a far qualcosa a forza di errori.
E' importante essere onesti: ho fatto schifezze che voi umani non potete neanche immaginare. Su cui soprassiedo soltanto perché Buono questo! com'è evidente (!) non è concepito per le cattive ricette.
Detto questo, ecco un'altra ricetta da far rientrare nel mio Diario di cucina.

Bocconcini di pollo allo yogurt e menta
Ingredienti:
- 4 petti di pollo
- 1/2 costa di sedano
- 1 carota media
- 1/2 cipolla bianca
- 1 vasetto di yogurt bianco non zuccherato
- olio extravergine d'oliva q. b.
- foglie di menta fresca q. b.
- sale q. b.

Versare lo yogurt bianco in una ciotola e mescolarlo alla menta spezzettata e tenere da parte.
Tagliare i petti di pollo a strisce e metterli da parte.
Tritare finemente sedano, carota e cipolla e far soffriggere il battuto in un filo d'olio extravergine d'oliva.
Aggiungere i petti di pollo e far cuocere a fiamma media fino a doratura.
Unire lo yogurt alla menta, mescolare, far cuocere cinque minuti circa e togliere dal fuoco.
Aggiustare di sale e servire ben caldo.

Com'è andata?
E' finito il tempo delle schifezze: oggi, al massimo, ci sono soltanto esperimenti meno riusciti, che è tutta un'altra cosa.
Questo piatto è decisamente ben riuscito: ha poche calorie, è salutare ed è veramente ottimo... Altre qualità... vediamo... ah, sì: è velocissimo ed economico.
La menta rinfresca il tutto e ci porta dentro una brezza di primavera. Non si può chiedere di più.
Dicevamo, è importante essere onesti: il mio pollo è davvero squisito!



giovedì 24 aprile 2014

Biscottini al burro, a me piacendo


L'altro giorno mi è successo di rivedere Julie and Julia.
Una food blogger che si rispetti non solo ha visto più e più volte questo film, ma lo ha fatto proprio. Anzi, spera più o meno segretamente di essere la Julie Powell italiana: abile cuoca, disinvolta scrittrice. E poi, perché no? spigliata donna d'affari che un giorno venderà i diritti del suo libro, ci metterà le mani  quella gran donna che era Nora Ephron per farne un film con l'attrice più brava del mondo che interpreta al suo miglior livello nientemeno che Julia Child.
Embè, dici niente.
Sono attenta seguace di alcune - e grandissime - food bloggers che ritengo maestre sopraffine.
Leggo libri di cucina da prima di avventurarmi ai fornelli.
Osservo con pazienza e passione la manualità dei cucinieri che conosco e dei cuochi/tutor di youtube.
Studio i libri delle grandi star della cucina e ne cerco la genialità.
E poi, fra tutti questi stimoli, piccola piccola, ci sono io, che ho aperto Buono questo! per condividere le mie ricette con altre persone che hanno la stessa passione, e per la narcisistica idea che qualcuno su internet possa leggere una delle suddette ricette e risolversi la cena.
Per cui, cari miei, faccio quel che piace a me, senza per questo fingere che non mi interessi che piaccia anche a voi.

Biscottini al burro
Ingredienti:
- 220 gr. di farina 00
- 1 uovo
- 150 gr. di burro
- 80 gr. di zucchero a velo
- 5 gr. di lievito per dolci

Lasciare il burro ad ammorbidire fuori dal frigorifero per un paio d'ore e montarlo con lo zucchero.
Aggiungere l'uovo appena sbattuto e continuare a mescolare, quindi unire la farina ed il lievito.
Aiutandosi con una sac a poche, formare i biscotti sulla teglia foderata di carta forno ed infornare a forno caldo per 10 minuti a 200°.
Spolverare i biscotti di zucchero a velo e conservarli in una scatola di latta fino al momento di servirli.

Com'è andata?
Avevo già una ricetta di biscotti di frolla montata, che avevo già ampiamente sperimentato ottenendo - assai poco modestamente - grande successo presso Davide e i soliti amici e parenti.
Ma questi non hanno fecola e altre cose, insomma, l'ho rimaneggiata a modo mio.
In più, ho deciso di accompagnare i biscottini proprio come piace a me, facendo una quantità non troppo moderata di thè verde, che ho fatto raffreddare in frigorifero. Niente zucchero, soltanto uno spicchio di limone nel bicchiere.
Questo sì che si chiama merendare come si deve: semplicissimi e perfetti.
E secondo me non c'è niente di meglio.


venerdì 18 aprile 2014

Tigelle al pesto, scuola guida



Quando ci si muove sulle ricette tradizionali, si cammina sulle uova, cari miei.
Diciamocelo: con la creatività siamo tutti bravi, perché la ricetta è il frutto della conoscenza del cuoco e soprattutto del suo gusto, mentre la tradizione è un'altra cosa: ci sono regole precise da seguire, le eventuali varianti devono essere approvate da più persone... Insomma, è un affare serio.
Non si può dunque interpretare più di tanto, altrimenti ci si discosta, e la tradizione va a farsi benedire.
La scorsa domenica Davide ed io abbiamo invitato Gianluca, Stella e Luca per un pranzo in campagna, in cui gli uomini discutevano della loro imminente iscrizione a scuola guida per prendere la patente per la motocicletta. 
Stella ed io ci siamo buttate sulla preparazione delle tigelle.
Ma abbiamo fatto di più: abbiamo preparato il pesto, che altro non è che una sorta di crema a base di lardo, aglio e rosmarino che viene sempre servita dalle nostre parti insieme alle tigelle e che si gusta con il parmigiano grattugiato.
Sì, lo so, ai profani della materia farcire un panino con il lardo sembra un'enormità.
Ebbene, posso assicurare che lo è. Ma di bontà assoluta.

Tigelle al pesto
Per le tigelle:
Ingredienti (per 50 tigelle del diametro di 6 cm. circa):
- 1 kg. di farina 00
- 2 bustine di lievito di birra disidratato
- 100 gr. di strutto
- 500 gr. di latte intero
- 10 gr. di sale

Impastare gli ingredienti tenendo per ultimo il sale; lavorare energicamente la pasta fino a quando la superficie risulterà raffinata ed elastica.
Lasciare lievitare nel forno spento con la luce accesa per almeno due ore, ma più tempo rimane in lievitazione, più le tigelle risulteranno morbide.
Con l'aiuto di un mattarello, stendere l'impasto in uno strato di 5 mm. circa e ricavare le tigelle con un coppapasta di 6 cm. (in mancanza del coppapasta, andrà benissimo un bicchiere).
Lasciare le tigelle su un canovaccio leggermente infarinato per 30 minuti circa.
Cuocere le tigelle nell'apposita tigelliera fino a quando non risultano dorate da entrambi i lati.
Man mano che si procede nella cottura, conservarle in un canovaccio per preservarne il calore.

Per il pesto:
Ingredienti:
- 200 gr. di lardo di maiale
- 3 spicchi d'aglio
- rosmarino fresco q. b.

Aiutandosi con un coltello ben affilato, meglio se a lama di ceramica, tritare molto finemente il lardo fino a quando risulta spalmabile; evitare assolutamente di usare il mixer per non scaldare il grasso ed alterarne il sapore.
Tritare altrettanto finemente gli spicchi d'aglio privati dell'anima insieme agli aghi di rosmarino. Per questa operazione si può scegliere di usare uno schiaccia aglio e di tritare a coltello soltanto gli aghi del rosmarino.
Mescolare lardo, aglio e rosmarino e conservare in frigorifero in un recipiente ben chiuso fino al momento dell'utilizzo.

Com'è andata?
Era la prima volta che Stella ed io ci misuravamo con le tigelle, e lo dico senza paura di essere smentita dai nostri mariti e amici: siamo state proprio brave! Appena imbandita la tavola, le discussioni a riguardo delle due ruote si sono azzerate...
Un avviso, per non dovermi pentire di non aver avvisato chi volesse evitare di farsele in casa e andare a mangiare le tigelle al pesto in un ristorante qui da noi, in Emilia - varrebbe la pena fare il viaggio fin qui per mangiarle.
Chiedete - ripeto - chiedete che, insieme alle tigelle vi sia servito il pesto: stendetene una moderata quantità - per amor delle vostre arterie - sulla parte inferiore di una tigella aperta e cospargete di un non troppo sottile strato di parmigiano. Le vostre papille gustative urleranno. Magari evitate di farlo voi con la voce, anche se - uomo avvisato... - reprimere l'istinto di gridare Wow sarà durissimo!



martedì 15 aprile 2014

Plum cake croccantino, gelato a colazione



Continua la vena revival.
Sono golosissima di gelato, lo sono sempre stata: confezionati, sfusi, artigianali, artificiali, carpigiani, sorbetti. Non fa alcuna differenza per me.
Ah, che ricordi!
Il ricordo più grosso - parafrasando Lucio Dalla - è il croccantino, il gelato della mia infanzia.
Il gelato preferito della mia mamma, della mia nonna e quindi quello più presente nel nostro maxi freezer: per famiglia grande, grande freezer e grandissimo gelato, il migliore di tutti.
Oh, magari non era veramente il più buono, ma si sa, il tempo in cui vive un ricordo aiuta a renderlo più dolce.
So benissimo che potrei mangiarne ancora - non hanno mica smesso di produrli, come purtroppo hanno fatto con alcuni dei miei prodotti favoriti - ma non è il caso, visto che non si smaltisce più come quando eravamo bambini!
Ecco qui l'idea per un dolce da colazione che ricorda quella delizia di gelato.

Plum cake croccantino
Ingredienti:
- 300 gr. di farina 00
- 200 gr. di zucchero
- 40 gr. di cacao amaro
- 100 gr. di amarene
- 70 gr. di sciroppo di amarene
- 230 gr. di acqua
- 80 gr. di mandorle tritate grossolanamente
- 1 bustina di lievito per dolci
- zucchero a velo q. b.

Unire lo sciroppo di amarene e l'acqua e mettere il tutto da parte in una brocca.
In una terrina, mescolare lo zucchero, le mandorle tritate, il cacao e il misto di acqua e amarene.
Aggiungere la farina setacciata con il lievito e mescolare fino a formare una crema omogenea.
Rivestire uno stampo da plum cake con un foglio di carta forno; versare il composto all'interno e livellarlo all'interno dello stampo senza sbatterlo sul piano di lavoro. Inserire le amarene nell'impasto aiutandosi con un cucchiaino spingendole delicatamente.
Infornare in forno caldo a 180° per 45 minuti circa e spolverare di zucchero a velo.


Com'è andata?
Davide non amava particolarmente il croccantino: quando eravamo bambini, lui era quello del classico sfuso e poi più. Anche se non disdegnava cornetti, nonchè magnum o calippi di vari gusti e colori.
Devo dire che anche io avevo una vera e propria passione per il calippo, ma questa è un'altra storia, che si dovrà raccontare un'altra volta.
Quando ho proposto a Davide questo dolce mi ha fatto una gran festa! Leggero, piacevole, semplice... un'ottima colazione.
Ha riso un po' della mia nostalgia da croccantino, ma alla fine anche lui s'è fatto prendere dal gran mix cacao - amarena - granella di mandorle.
Invito chiunque a provare questo dolce e farmi sapere il risultato: vi stupirà!

Con questa ricetta partecipo al contest Old Fashioned Sweetness del blog Aria in cucina


e al contest La colazione perfetta del blog Le cosine buone







giovedì 10 aprile 2014

Spaghetti al prezzemolo, al ritorno da scuola


Oggi nostalgia e tenerezza.
Anni '60: mia madre e mia zia, sorelle, vivevano con il fratello, i genitori e la loro nonna. La loro mamma lavorava, a pranzo rimaneva a mensa al lavoro, e le bambine, arrivando a casa con una fame bestiale, trovavano la nonna che preparava loro da mangiare.
E faceva questi spaghetti al sugo di pomodoro, in cui metteva tantissimo prezzemolo, che la mamma e la zia mangiavano a quattro palmenti.
E dicono che sono la cosa più buona che abbiano mangiato in vita loro.

Spaghetti al prezzemolo
Ingredienti (per 4 persone):
- 350 gr. di spaghetti
- 6 pomodori ramati
- 1/2 carota
- 1/2 cipolla
- 1/2 costa di sedano
- olio extravergine d'oliva q. b.
- abbondante prezzemolo tritato
- parmigiano grattugiato a piacere

Sbollentare i pomodori in acqua leggermente salata per spellarli; tagliare ogni pomodoro in quattro spicchi. Ricavare i filetti di pomodoro tenendo dal parte la buccia, i semi e la parte di polpa più acquosa. Tagliare a cubetti i filetti e metterli in una terrina; usando un colino a maglie fitte, schiacciare con forza le bucce e la polpa acquosa del pomodoro e unirla ai cubetti di pomodoro. In questo modo si ricaverà molto succo che, unito ai filetti, contribuirà al sapore e al profumo del sugo.
Tritare sedano, carota e cipolla e farlo soffriggere dolcemente con un filo d'olio d'oliva in una padella piuttosto ampia.
Unire il sugo di pomodoro e cuocere fino a quando la consistenza non risulterà troppo asciutta.
Regolare di sale ed aggiungere il prezzemolo tritato.
Cuocere gli spaghetti, scolarli molto al dente e terminare la cottura nella salsa di pomodoro, unendo un mestolo di acqua di cottura della pasta.
Servire caldo, spolverando eventualmente di parmigiano grattugiato.

Com'è andata?
Sono fortunata, io ho vissuto con tutte queste donne, ovvero la mia mamma, la mia zia, la mia nonna e la mia bisnonna.
Sono grata, ecco.
E poi questo degli spaghetti al prezzemolo non è un ricordo che appartenga soltanto a mia madre e a mia zia.
Anche a me la nonna - la mia nonna - faceva gli spaghetti al prezzemolo quando tornavo da scuola.
Che erano effettivamente la cosa più buona che abbia mai mangiato.


martedì 8 aprile 2014

Arrosto di prosciutto con cipolle piccanti, Gianni Togni aveva ragione


Ci sono cibi ai quali non posso, non riesco a rinunciare.
Direi che, per quanto riguarda le cipolle, s'è abbondantemente capito. Su di loro girano brutte voci: che puzzano, sono indigeste, che irritano gli occhi e fanno piangere - vabbè, forse quest'ultima è un po' vera... ma soltanto un po'.
In realtà non è vero! Consumiamo cipolle in abbondanza! Sono estremamente salutari, sostanziose e costano davvero poco, cosa che non guasta mai.
Arriviamo al secondo alimento, un po' meno salutare e un po' più costoso della cipolla, ma altrettanto irrinunciabile: il prosciutto.
Crudo, cotto, alla brace: al suo impiego non ci sono limiti. E la sua bontà mi conquista. E' per questa ragione che, quando pochi giorni fa Davide è andato a far la spesa ed è tornato dicendo Il macellaio mi ha consigliato questo arrosto e io gli ho dato retta, mi son venuti i lucciconi.
Già lo vedevo cotto, questo arrosto, con un nobilissimo ma originale contorno di cipolle...

Arrosto di prosciutto con cipolle piccanti
Ingredienti:
- Arrosto di prosciutto da 400 gr.
- 4 cipolle rosse
- 200 gr. di vino bianco secco
- 1 cucchiaino di miele
- olio extravergine d'oliva q. b.
- sale q. b.
- peperoncino frantumato q. b.
- prezzemolo tritato q. b.

In una pentola d'acciaio rosolare la carne con l'olio extravergine d'oliva; tagliare le cipolle a pezzi piuttosto grossolani ed aggiungerle alla carne dopo qualche minuto. Far appassire le cipolle fino a quando la carne non risulta ben dorata da tutti i lati.
Aggiungere il vino bianco e lasciarlo evaporare; unire il miele alle cipolle e mescolare accuratamente. Aggiustare di sale.
Trasferire la carne in una pirofila, coprirla con un foglio di alluminio e mettere in forno caldo a 200° per 20 minuti circa.
Nel frattempo, aggiungere il peperoncino nelle cipolle e continuare la cottura fino a quando non risulteranno morbide, ma non disfatte; spolverare di prezzemolo tritato.
Dopo la cottura, lasciare l'arrosto a riposare per cinque minuti prima di tagliarlo a fette dello spessore di circa 5 mm.
Servire ben caldo accompagnato dalle cipolle.



Com'è andata?
Come cantava Gianni Togni, e aveva proprio ragione, Cari amori miei!
Non so cosa mi sia preso cucinando questo piatto, una furiosa tenerezza o che ne so io.
Sarà che sono di parte, ma questo è veramente un secondo per le grandi occasioni, perché è ricco, sostanzioso e molto saporito.
Mi ha dato tantissima soddisfazione cucinarlo, anche se, date le quantità, ho dovuto separarmene distribuendolo un po' a tutti, con mio leggero rammarico!
Ed assicuro che darà tanta soddisfazione mangiarlo anche a chi non è fanatico come me...
Con questa ricetta partecipo al contest di Cucina Scacciapensieri Il mio piatto forte









giovedì 3 aprile 2014

Cipolle ripiene light, Joe delle pazze risate



Ok, lo confesso: guardo i programmi di cucina.
E mi piacciono quelli dell'area anglofona, diciamo così - tranne Buddy Valastro in cucina: a far le torte sì, in cucina NO, caro Buddy!
E mi fa moltissima simpatia Joe Bastianich, il Restaurant Man, per capirci, il terzo giudice di Masterchef Italia e giudice anche di Masterchef USA - sissì, l'abbiam capito, Betta, passiamo oltre.
Ebbene, ricordo di aver assistito ad una scena bellissima in una puntata di Masterchef: questo - a me - simpaticissimo personaggio, giudicando un piatto, ha preso in mano una cipolla ripiena e ha detto Eh guarda, sembra un baseball! Ecco, io non finivo più di ridere.
Allora, ripensando a quella scena - che a me sembrò esilarante, ma non tutti sono obbligati a ritenerla esilarante, com'è chiaro (è il motivo ricorrente della mia vita: quello che fa ridere a crepapelle me, molto spesso non fa ridere nessun altro, per cui mi ritrovo al centro di un cerchio con la bocca spalancata, rossa in faccia, senza fiato, mentre chi è con me mi guarda come se avessi bisogno di un medico, e nel frattempo mio marito sorride imbarazzato invitandomi con ferma cortesia a piantarla, che ci stanno guardando tutti).
Dicevo, ripensando a quella scena mi son venute in mente le cipolle ripiene come le faccio io, cioè estremamente light, ma soprattutto estremamente buone, posso assicurarlo.
Avevo in casa le cipolle rosse, ma per questa preparazione vanno benissimo anche bianche o dorate.

Cipolle ripiene light
Ingredienti:
- 4 cipolle rosse
- 50 gr. di parmigiano grattugiato
- 50 gr. di pane grattugiato
- sale, pepe nero, noce moscata q. b.
- olio extravergine d'oliva q. b.
- prezzemolo tritato q. b.

Pulire le cipolle e metterle in acqua bollente salata per 10 minuti.
Scolarle e tagliarle in due parti in senso orizzontale.
Aiutandosi con un cucchiaino, svuotare le metà delle cipolle ottenute lasciando circa due anelli, in modo da ottenere delle coppette. Mettere la polpa della cipolla nel tritatutto e ridurla in pasta.
Unire la polpa così tritata al parmigiano e al pangrattato, regolando di sale, pepe e noce moscata. Se la consistenza risulta troppo dura, aggiungere un filo di olio extravergine d'oliva.
Riempire le coppette di cipolla con il composto ottenuto; cospargere la sommità di ogni cipolla con un pizzico di pane grattugiato. Mettere le cipolle in una pirofila rivestita con un foglio di carta forno e aggiungere un filo d'olio extravergine sulla sommità delle cipolle; mettere in forno caldo a 180° per 20 minuti.
Aggiungere il prezzemolo tritato e servire.

Com'è andata?
Ho ricordato a Davide l'episodio di Joe Bastianich e lui si è rovinato dalle risate, non tanto perchè quella scena fosse davvero divertente, quanto per come ridevo io. Lo fa ridere che io rida per cose che non sono divertenti. Non so se sentirmi presa in giro o lusingata.
Vabbè, mentre ci pensiamo, mangiamoci le cipolle, che è meglio!


lunedì 31 marzo 2014

Mini budini al limone con mandorle e amaretti, domenica bestiale



Alè, i primi caldi!
Cara polenta taragna, caro stufato di cervo, carissime tisane al finocchio, ci vediamo tra qualche mese!
Ieri, domenica, ci siamo concessi una bella gitarella primaverile insieme ad Anna e Fritz!
Siamo andati a prendere il vino in un'azienda agricola delle nostre colline, l'abbiamo portato a casa nostra in damigiana e l'abbiamo imbottigliato. Il tutto sotto un bel sole, il primo, quello che ti dice che è primavera.
Per celebrare questa bellissima giornata - che consiglio a tutti: andate in una cantina e prendete un vinello da imbottigliare, è una bellissima esperienza - ho cucinato questo buonissimo e veloce budino al limone.
E visto che amo le monoporzioni, ho tirato fuori il mio stampo da gelatine e li ho fatti mini!

Mini budini al limone con mandorle e amaretti
Ingredienti (per 35 circa nello stampo da gelatine o 12 in stampo da muffin):
- 65 gr. di farina 00
- 200 gr. di zucchero
- 550 gr. di acqua
- 2 limoni non trattati
- 50 gr. di burro
- 2 uova
- Amaretti q. b.
- Mandorle q. b.

In una ciotola unire la farina e lo zucchero; in un pentolino l'acqua, il burro e la scorza dei limoni e bollire per 4 minuti circa. Unire questo composto alle polveri dopo averlo filtrato con un colino; estrarre  la scorza del limone e metterla da parte. Mescolare accuratamente il tutto in modo che non si formino grumi.
Aggiungere i tuorli delle uova e mettere sul fuoco, portare ad ebollizione e far cuocere per 12 minuti tenendo la fiamma bassa.
Spremere i limoni; mettere in un pentolino il succo insieme alla polpa schiacciata e la buccia precedentemente bollita e lasciare il tutto a bollire per 2 minuti circa. Unire al composto con i tuorli filtrando il succo con un colino.
Montare gli albumi a neve ferma e mescolarlo al resto con movimenti dal basso verso l'alto.
Mettere il composto nelle formine e lasciare in frigorifero almeno due ore.
Al momento di servire, sformare i mini budini e cospargere ogni porzione di budino con una granella di amaretti e mandorle precedentemente tostate.



Com'è andata?
Premetto che sono un'accanita fan del finger food - infatti potrei aver scritto in fronte Avrei potuto essere uno stuzzichino - questi budini, a prescindere dalla mia parzialità, sono semplicemente squisiti. Il gusto del limone, poi, è così fresco, ci sta sempre. Mandorle e amaretti sono il perfetto completamento al tutto, sia per il gusto sia per la consistenza croccantina.
Ah, attenzione: si fatica parecchio a non divorarne almeno una dozzina.
Io ho avvisato.
Con questa ricetta partecipo al contest In un sol boccone organizzato da Paola di La bottega delle dolci tradizioni e Monique di Miel&ricotta

In collaborazione con Peroni snc


sabato 29 marzo 2014

Pollo ai peperoni e olive, sul far della cena



Davide ed io adoriamo il cinema.
Molte delle nostre cene sono organizzate in funzione del programma che ci siamo prefissati per la serata.
E quello di stasera è un programma che mi piace: film piuttosto lungo, non sappiamo ancora quale. La cena, quindi, deve essere leggera, ma spiccia.
Non ho voglia di cucinare cose difficili, di doppie cotture o affini.
E se propongo un panino - e non può essere di quelli fatti bene bene, perché non ho né tempo né voglia di farlo - Davide non è contento, ne sono sicura.
Non ho tanto tempo, non manca tantissimo all'ora di cena...
Mmm mmm mmm.
Che mangiamo stasera?
Boh, che ne so...
Quasi quasi...

Pollo ai peperoni e olive
Ingredienti: 
- 1 pollo intero
- 2 peperoni gialli
- 100 gr. di olive verdi denocciolate
- 1 carota 
- 1 costa di sedano
- 1 cipolla
- olio extravergine d'oliva q. b.
- sale e pepe q. b.

Tritare molto finemente sedano, carota e cipolla; sciacquare il pollo diviso in pezzi, asciugarlo con la carta assorbente e farlo soffriggere appoggiato dalla parte della pelle, dentro un tegame dai bordi alti, in un filo d'olio con il misto per soffritto.
Nel frattempo tagliare i peperoni a quadrati piuttosto grandi e unirli al pollo dorato; sciacquare un paio di volte le olive ed unirle al tutto.
Aggiustare di sale e pepe e far cuocere coprendo il tegame fino a quando la carne non risulterà ben cotta.
Servire caldo.

Com'è andata?
Ci siamo pappati una cena con i fiocchi: semplice, leggera, gustosa.
E veloce! Il pollo era cotto in mezz'ora circa.
Abbiamo accompagnato la carne con un'insalata condita con olio e limone.
E ce l'abbiamo fatta anche questa volta...

martedì 25 marzo 2014

Le sorprese del mattino: Buono questo vince il premio Liebster Award




Clap! Clap! Clap!
Buono Questo vince il premio Liebster Award!
Sono molto orgogliosa di scrivere questo post senza ricette, ma con questo annuncio!
Che bellissima sorpresa!
Son proprio contenta!
Ringrazio tanto Tiziana Bontempi di Profumo di Broccoli che me lo ha assegnato!


Ora la smetto con i punti esclamativi e mi accingo a spiegare le regole per ricevere il premio:
1) Inserire il logo dell'Award sul front del post
Allooora, adesso è il momento delle 7 cose che mi riguardano:
1) Mi piace (sempre) ridere
Ok... Adesso via con le mie 15 nomination!
1) Il cuore arrosto
Ancora grazie, Tiziana!



2) Riportare il nome del blog che ti ha nominato all'inizio del post
3) Indicare 7 cose su noi stessi
4) Nominare altri 15 blog
5) Notificare loro la nomination


2) Mi diverto (sempre) a cucinare
3) Ho un marito (non sempre) felice cavia
4) Ho amici (sempre) affamati e (non sempre) felici cavie
5) Parlo moltissimo, ma (non sempre) a segno
6) Scrivo tantissimo, (sempre) con estrema sincerità
7) Penso altrettanto, (non sempre) con lucidità


2) Passione light
3) Magie del forno
4) Le torte di Linda
5) Briciole di sapori
6) Le pellegrine Artusi
7) Cris e Max in cucina
8) Cakes and Co.
9) Ho voglia di dolce
10) Calde delizie
11) In cucina con Cecilia
12) Pasticci e cucina
13) CuciniAmo con Chicca
14) La Frolleria
15) Pausa caffè






lunedì 24 marzo 2014

Tortini al limone burro e marmellata, la Gran Commissione


Giulia, Davide ed io abbiamo un gruppo d'ascolto che si riunisce ogni qualvolta se ne presenti la necessità.
La Gran Commissione, insomma.
Ci vediamo più o meno una volta alla settimana: da Sanremo a X Factor, dall'Eurofestival a The Voice of Italy, noi siamo pronti ad affilare le nostre lame: capacità di osservazione dei minimi particolari - dall'abito della bella della situazione alla sfumatura della voce del povero candidato - ironia sferzante - all'altezza dei più feroci critici - ed abbondanza di cibi e bevande sul tavolino di fronte al sofà.
Giulia è l'addetta al beveraggio: c'è stato il periodo del chinotto - quello buono, mica quello gasatissimo che non si beve - poi, più di recente, quello del passito. Ma anche noi ci difendiamo bene, ne abbiamo forniti anche noi, di beveraggi di un certo livello: c'è stata la fase del maraschino che facciamo io e Davide, o del nocino di Gianluca, o del liquore al cioccolato di Stella.
Sul fronte cibo, non siamo altrettanto organizzati. Sicuramente non pensiamo neanche a mangiare quelle cosettine da sgranocchiare che si trovano al supermercato.
Mi piacerebbe cucinare qualcosa tutte le settimane, ma ahinoi, non ci riesco sempre, dato che il lavoro nobilita l'uomo, ma lo stanca anche.
Questa volta mi sono gettata nella preparazione di questi tortini, ricetta velocissima, ma ottima.
L'idea è di Lorraine Pascal, io l'ho adattata ai miei gusti.

Tortini al limone burro e marmellata
Ingredienti (per 15 tortini):
- 300 gr. di farina 00
- 200 gr. di zucchero
- 3 uova
- 125 gr. di latte
- 40 gr. di olio di mais
- la scorza di 2 limoni non trattati
- 1 bustina di lievito per dolci
- burro q. b.
- marmellata di ciliege q. b.

Per la glassa:
- 80 gr. di zucchero a velo
- il succo dei limoni

Unire tutti gli ingredienti nella planetaria e mescolare fino ad ottenere un composto omogeneo.
Inserire i pirottini negli stampi da muffin e riempirli di impasto fino a 5 mm. dal bordo.
Infornare in forno caldo a 180° per 20 minuti.
Nel frattempo, preparare la glassa mescolando lo zucchero a velo setacciato ed il succo di limone filtrato.
Quando sono perfettamente cotti, estrarre i tortini dal forno e coprirli di glassa al limone. Rimetterli nel forno spento per 10 minuti circa per far assorbire il liquido; sembreranno molto umidi, ma, una volta assorbita la glassa, risulteranno perfetti.
Quando i tortini saranno freddi, tagliarli a metà e stendere un sottile strato di burro sulla parte inferiore; aiutandosi con un cucchiaino, mettere un pochino di marmellata e richiudere con l'altra metà del tortino.

Com'è andata?
Magari sono più adatti alla colazione, ma quando una cosa è buona, è buona e basta, perciò ce li siamo spazzati! La pasta è soffice, ricorda la ciambella della nonna, ma è molto più leggera. E vogliamo mettere la comodità della monoporzione? E poi burro e marmellata, l'evergreen per eccellenza. Sicuramente li proverò a merenda, con un bicchierone di latte... Irresistibili.


mercoledì 19 marzo 2014

Vitello in umido bianco e funghi, una costa di sedano


La mia amica Valentina ed io abbiamo diverse cose in comune, come spesso accade alle amiche.
Siamo legate da un rapporto molto stretto, come spesso accade a chi si conosce fra i banchi di scuola.
Ci siamo confrontate su ogni tema, dal più importante al più insignificante, come spesso accade alle menti attive.
Soltanto su un punto non sappiamo incontrarci.
La spesa!
Quando non mi risponde, a meno che non sia al lavoro, io mi irrito moltissimo, e non mi curo di certo di non farglielo notare. Anzi, metto un certo impegno nel farla sentire in colpa - questo in particolare l'ho imparato da lei, perché so che si secca se non le rispondo.
La mia battuta favorita, quella con cui esordisco nelle telefonate, è: Scusa, ma dov'eri? A comprare una costa di sedano?
Valentina è una di quelle che esce ogni giorno per fare la spesa, per acquistare la cena per sè e Giacomo, suo marito.
Essendo io della scuola opposta, ovvero quella della maxi spesa settimanale, dell'uso sistematico - ai limiti del compulsivo, per la verità - del congelatore, della cucina fatta con gli avanzi - non cucino mai con quantità misurate sul numero dei commensali - anche se a cena siamo Davide ed io, cucino per cinque e ne rimangono sempre troppi, di avanzi. 
Questo è un piatto che ho cucinato proprio in questo modo: tutto estratto dal congelatore, troppo per due persone.
Insomma, pienamente nel nostro stile: pratico da fare e buonissimo da mangiare.

Vitello in umido bianco e funghi
Ingredienti:
- 500 gr. di polpa di vitello
- 450 di funghi misti
- 1 costa di sedano
- 2 carote
- 1 cipolla bianca
- 1 l. di brodo di carne
- farina bianca q. b.
- olio extravergine d'oliva q. b.
- rosmarino q. b.
- prezzemolo tritato q. b.
- sale e pepe q. b.

Tagliare molto finemente sedano, carota e cipolla e farli soffriggere in un ampio tegame con un filo d'olio extravergine d'oliva. Aggiungere il rosmarino.
Nel frattempo infarinare leggermente la carne tagliata a pezzi, unirla alle verdure e lasciare cuocere finché la carne risulta dorata.
Aggiungere i funghi e cucinare il tutto a fuoco medio per 10 minuti circa; aggiungere il brodo a mestoli fino a quando, puntando la carne, non risulta morbida. Il sugo deve essere abbondante, ma non troppo liquido.
Aggiustare di sale e pepe e spolverare di prezzemolo tritato.

Com'è andata?
Valentina, in fondo, ha ragione: fare la spesa ogni giorno vuol dire avere sempre a disposizione ingredienti freschi, scegliere con la massima libertà di assecondare quella voglia irrefrenabile di quel che ti pare per cena e andarla semplicemente a comprare.
Ma freschi o surgelati, mettete insieme gli ingredienti e cucinate questo piatto: una cena confortante, sana e... che lo dico a fare... ottima.

venerdì 14 marzo 2014

Pasta per la pizza, darsele di santa ragione


Amo le conversazioni che riguardano la pizza: i suoi cultori costruiscono dibattiti che hanno sempre risvolti più alti.
E poi - non ho mai capito il vero motivo - se le danno di santa ragione.
Il Rispettoso apre le danze: La pizza si fa così.
Il Pacifico non si sottrae e replica: Ah, a te piace quella grossa, alla napoletana! Io preferisco che la pasta sia sottile. E poi è più leggera da digerire... quella napoletana ti si piazza qui e non va nè su nè giù.
Il Rispettoso incalza: Vabbè, basta mangiarne una fetta in meno, se proprio non riesci a digerirla... Quella sottile diventa un cracker e mangi soltanto il condimento... Non è pizza! Tanto vale un piatto di maccheroni!
Per quanto mi riguarda, io non sono fra i dibattenti: a me piace la pizza, punto, senza tante discussioni sullo spessore della pasta. 
Devo dire, per onestà, che la mia è stata estremamente apprezzata da Luca e Paola e in particolare da Davide. 
Provatela e fatemi sapere!

Pasta per la pizza
Ingredienti (per una teglia da forno da 60 cm.):
- 500 gr. di farina 00
- 1 bustina di lievito di birra granulare
- 250 gr. di acqua a temperatura ambiente
- 10 gr. di zucchero
- 15 gr. di sale
- 30 gr. di olio di semi di mais

Nella ciotola della planetaria unire la farina, il lievito e lo zucchero e mescolare. Impastare unendo l'acqua poco alla volta; aggiungere l'olio a filo ed in ultimo il sale.
Lavorare la pasta fino a quando la superficie risulta fine ed omogenea.
Lasciare a lievitare coprendo la pasta con un canovaccio, possibilmente nel forno spento con la luce accesa. Il tempo di lievitazione è al minimo due ore, ma è meglio impastare la mattina per cuocere la sera, in modo che la pizza risulti più morbida.
Trascorso il tempo di lievitazione, impastare di nuovo e distendere la pizza aiutandosi con le dita, senza tenderla o stracciarla, sulla teglia coperta da carta da forno.
Condire la pizza e cuocerla in forno caldo a 230° fino a doratura.

Com'è andata?
Sono convinta che ci si possa dannare trovando argomenti sulla buona riuscita - o meno - di una pizza: questa è stata spazzata nel giro di quindici minuti. Io ne avevo proposte due, una margherita e una alla salsiccia, di cui non è rimasto nulla, N U L L A.
Sottile o no, ragazzi, che buona...



martedì 11 marzo 2014

Cosce di pollo con besciamella leggera al limone, let's play


Cucinare mi entusiasma.
Non tutto quello che cucino è buono, eh, ma questo non mi impedisce mai di ricominciare a cucinare. Vivo la cucina con partecipazione, curiosità per quello che non ho ancora fatto e soprattutto con gran voglia di divertirmi.
Tiro fuori due o tre ingredienti dal frigorifero e li metto insieme in un piatto forse un po' insolito. Ma posso assicurare niente male.
Oggi mi diverto come si deve...

Cosce di pollo con besciamella leggera al limone
Ingredienti (per 2 persone):
- 4 cosce di pollo
- 20 gr. di burro
- 20 gr. di farina 00
- 1/2 limone non trattato
- 150 gr. di latte circa
- sale q. b.
- pepe q. b.
- prezzemolo tritato q. b.

Togliere la pelle delle cosce di pollo, disossarle e schiacciarle leggermente per appiattirle.
Nel frattempo, in un pentola dai bordi alti, sciogliere completamente il burro ed aggiungere la farina poco per volta e mescolare per non far formare grumi. Tostare per qualche minuto a fiamma media.
A parte, scaldare il latte con il succo e la scorza di limone e versarlo poco alla volta, sempre mescolando, sulla crema di farina e burro.
Cuocere a fuoco basso fino a quando la besciamella si addensa - dovrà comunque risultare molto lenta - e regolare di sale e di pepe.
Portare a cottura le cosce di pollo in una padella molto calda senza olio, salarle e trasferirle in un piatto da portata.
Versare la besciamella al limone, aggiungere il prezzemolo tritato e servire.

Com'è andata?
Amo la carne con una salsa, e questa, di salsa, è ottima! Non troppo spessa, ma allo stesso tempo vellutata... Vabbè, magari mi sono lasciata prendere la mano e ne ho messa un po' troppa, ma è talmente buona che non ho resistito!






venerdì 7 marzo 2014

Ciambella cocco e cacao, soltanto lati positivi



Perdo letteralmente la testa per il cocco.
Non avevo voglia di nulla in particolare, sentivo la semplice necessità di viziarmi, e se parlo di vizio, mi viene in mente un dolce. Il cocco in particolare, cui decisamente non so resistere. Ma al momento di scegliere quale dolce fare, mi rendo conto che non sono molto adatti ad essere mangiati da qualcuno che tenta di stare attento alla tavola.
E inizio a spulciare i miei libri e riviste di cucina, senza trascurare i fogliacci volanti con qualche ricetta appuntata di fretta.
Ne trovo una che non ha il burro fra gli ingredienti principali e prevede una quantità di cocco piuttosto ragionevole!
Eccola, è quella giusta!

Ciambella cocco e cacao
Ingredienti (per una tortiera da 26 cm.):
- 300 gr. di farina 00
- 100 gr. di farina di cocco
- 200 gr. di zucchero di canna
- 80 gr. di cacao amaro
- 1 bustina di lievito per dolci
- 200 gr. di latte
- 250 gr. di olio di semi di mais
- zucchero a velo q. b.

Unire tutte le polveri nella planetaria munita della frusta a foglia e iniziare a mescolare.
Versare alternandoli latte ed olio, tenendo sempre la planetaria in funzione.
Imburrare ed infarinare una tortiera ed infornare in forno già caldo a 190° per 40 minuti circa.
Cospargere di zucchero a velo e servire.

Com'è andata?
Questa è un'ottima ciambella da colazione, ma anche - per chi può permetterselo - un ottimo dopo cena, tipo un quadrettino così, di sfuggita, prima di andare a letto... O una fetta davanti ad un film... o dove vi sembra meglio: per me è proprio buona.
Ah, è anche velocissima da fare... ha soltanto lati positivi!

martedì 25 febbraio 2014

Polpette di bollito, te lo do io, il curling



Fino a quando sarà inverno - almeno secondo il calendario, perchè non so chi legge, ma noi abbiamo qualche viola in giardino - io mi ostinerò con il brodo.
Stavolta, però, non mi concentro sul brodo, mi butto sulla carne e le verdure che servono per cucinarlo.
In casa dei miei funzionava così, cioè che il brodo serve per i tortellini del pranzo della domenica, mentre la carne e la verdura te la devi pappare alla cena della domenica. Tutti i miei sono golosi di bollito ripassato in padella, con un pochino d'aglio non soffritto, così, tristissimo. Davide stravede per il manzo bollito, mangiato alla brutta.
Io proprio non li capisco, i golosi di bollito. Per me mangiarlo è una punizione.
Ma ci deve essere un modo...
Te la do io, la punizione: queste polpette sono deliziose!

Polpette di bollito
Ingredienti:
- 400 gr. di carne bollita
- 1 cipolla, 1 carota, 1 costa di sedano bollite
- 40 gr. di parmigiano grattugiato
- 1 uovo + 4 uova per la panatura
- pane grattugiato q.b. (per l'impasto e la panatura)
- sale, pepe q. b.
- olio di semi di mais q. b.

Mettere nel mixer la carne e la verdura bollita; aggiungere il parmigiano, l'uovo precedentemente sbattuto e il pane grattugiato. Dosare il pane in base alla consistenza dell'impasto, che deve risultare morbido, ma non troppo molle nè appiccicoso.
Formare le polpette schiacciandole alle estremità per permettere che si cuociano bene all'interno; passarle prima nell'uovo e poi nel pane grattugiato.
Farle riposare in frigorifero almeno due ore nello scomparto più freddo, in modo che la panatura si asciughi e risulti croccante una volta fritta.
Riscaldare abbondante olio in una padella dai bordi alti, possibilmente d'acciaio ed immergervi le polpette fino a doratura.
Asciugarle dall'olio in eccesso e servire caldissimo.

Com'è andata?
Davide ne ha mangiate una decina: non riusciva a fermarsi. Io ridevo sotto i baffi pensando Sessè, ti piacerà il manzo bollito, ma queste sono un po' meglio... 
Anche io le ho decisamente apprezzate, e sono stata felice di aver trovato un modo di far festa anch'io con il bollito.
Ah: Davide, in clima da Olimpiadi invernali - chi ama lo sport si fa imbambolare da qualsiasi competizione sportiva - mi faceva notare che a queste polpette ho dato la forma del disco del curling.
Te lo do io, il curling...

venerdì 21 febbraio 2014

Frittata al forno alla cipolla, re barbaro



A chi non è mai capitato di dover smaltire qualcosa che è rimasto in un luogo recondito del frigorifero per molto ma molto tempo e di cui quindi avevi dimenticato l'esistenza?
Ebbene, a me succede piuttosto spesso, e con un alimento in particolare: le uova.
E non so come interrompere questa così poco edificante tradizione del mio frigorifero (che sto iniziando a pensare mi faccia gli scherzi nascondendomi le cose), questo è il peggio.
Nel frattempo, posso soltanto escogitare modi per togliere di mezzo ste caspita di uova che scadono il giorno successivo.
Questa volta niente dolci, non riuscirei a resistere ad una frustrazione di questo tipo (ahi quante meringhe e zabaioni ho cucinato e poi cercato di sbolognare per non esagerare...).
Ho le cipolle rosse... Uovo e cipolle sono una coppia perfetta.
Che io non dividerò.

Frittata al forno alla cipolla
Ingredienti:
- 6 uova
- 3 cipolle rosse
- 40 gr. di parmigiano grattugiato
- 30 gr. di latte
- sale, pepe, noce moscata q.b.

Tagliare le cipolle a fettine estremamente sottili e ricavare degli anelli.
Rompere le uova in una terrina e sbatterle con l'aiuto della forchetta; unire gli altri ingredienti cercando di mescolare per rendere il composto uniforme. In ultimo aggiungere la cipolla.
Foderare con carta forno uno stampo da plum cake e infornare a 180° per 40 minuti circa, ovvero quando la superficie della frittata sarà dorata.
Sformare e servire.

Com'è andata?
Semplicissimo piatto, ma estremamente gustoso.
Il riciclo con la frittata funziona sempre, e poi non c'è nemmeno un filo d'olio, quindi è anche salutare.
Se tagliata a fettine e infilata in un panino da mangiare sul divano, barbaramente, accompagnato ad una birra gelata, poi, altro che piatto di riciclo: è un pasto da re!